[First look] Grand Austria hotel

Titolo: Grand Austria hotel
Autore: Simone Luciani e Virgilio Gigli
Anno: 2015
Giocatori: 2-4
Durata:  120 min

Iniziano oggi alcune recensioni a seguito di un limitato numero di partite. Queste saranno, quindi, il giudizio di una prima occhiata al gioco e, dopo le successive partite, potremmo, eventualmente, avere idee per una nuova recensione su aspetti specifici del gameplay.

N.B. In genere questi sono giochi a cui mi sono seduto al tavolo, ma che non posseggo.

Ambientazione
Nell’Austria austro-ungarica sarete a capo di un albergo d’alta classe alle prese con la preparazione delle camere, l’assunzione del personale e la soddisfazione della clientela, il tutto sotto l’occhio vigile dell’Imperatore.

Il gioco

La chiave del gioco, che ha come meccanica il posizionamento dadi, è quella di saper gestire al meglio le 14 azioni principali a disposizione senza rimanere impantanati per nessuno dei turni. Proprio in questa stretta pianificazione rientra la chiave per la vittoria.

Ogni giocatore ha a disposizione una plancia personale con le camere, la cucina ed il ristorante.

GAH

Ogni turno è diviso in due fasi per giocatore in cui potrà eseguire due azioni principali date dai dadi, far accomodare i clienti nel ristorante ed altre azioni aggiuntive tra cui far andare in camera gli ospiti sazi o far lavorare il personale.

Le azioni principali sono cinque e potranno essere fatte in base alla frequenza con cui è uscito un determinato numero di sui 12 dadi che si lanciano ad inizio turno, queste sono di quattro tipologie:

  • Prelevare cibo per gli ospiti
  • Preparare le stanze per gli ospiti
  • Interagire con l’Imperatore
  • Assumere personale

Alla fine dei 7 turni di gioco vincerà chi avrà accontentato i migliori clienti mandandoli in una delle rispettive camere, avrà assunto il personale più abile ed avrà ricavato più denaro senza aver tralasciato gli ospiti del ristorante.

Recensione

Il gioco scorre via molto bene una volta capite le regole base, che sono di semplice interpretazione, ma alla prima partita si perderanno tra le 4 e le 6 azioni principali prima di capire di aver iniziato col piede sbagliato.

Proprio le relativamente poche azioni che si potranno fare rendono necessario entrare subito nel vivo. I tre aspetti fondamentali, le camere, i clienti ed il personale devono essere potenziate di pari passo con i primi due che possono creare problemi se non armoniosamente valutati ed il terzo che forse è quello che realmente porta alla vittoria, ma ha bisogno che l’albergo funzioni bene.

Per godere completamente del gioco si deve tenere sempre fluida la propria situazione tra camere ed ospiti con un’occhio alla dispensa.

La paralisi d’analisi non trova tanto spazio dato che le azioni effettive sono poche e la scossa dei bonus Imperatore, che entrano in gioco per tre volte nella partita, può cambiare le cose.

Se proprio si vuole trovare una pecca nel gioco, questa è l’interazione, che appare un po’ scarsa come tipicamente succede con questa meccanica in cui, in fondo, ci si considera solamente quando uno “ruba” un dado appetibile per un altro.

Forse qualche azione che permetta l’assunzione di personale avversario avrebbe potuto rendere più intrigante il gioco che comunque ha anche il pregio di non far sentire le quasi due ore al tavolo.


2 risposte a "[First look] Grand Austria hotel"

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