[First look] Dice forge

Titolo: Dice forge

Autore: Régis Bonnessée

Anno: 2017

Giocatori: 2-4

Durata: 40 min

Come sempre per i titoli nella categoria First look, i giudizi sono frutto di una prima occhiata al gioco, in genere una prima partita in cui si sono viste al tavolo diverse strategie, dopo le successive partite, potremmo, eventualmente, avere idee per una nuova recensione su aspetti specifici del gameplay.
In particolare, questo gioco è stato provato nella conformazione introduttiva.

Ambientazione

Alcuni vedono gli eroi come divinità, ma se gli Dei organizzassero una sfida per vedere chi è realmente meritevole? Ecco che, per emergere, ad ogni giocatore/eroe verranno dati due dadi per i quali le Divinità doneranno facce sempre più potenti a chi chiederà loro un aiuto.

Il gioco

Il fulcro del gioco sono i dadi che per la prima volta si presentano con le facce removibili che possono cambiare durante la partita.

dice forge3
Durante il proprio turno i giocatori dovranno effettuare prima di tutto il lancio dei propri dadi e successivamente effettuare una azione tra:
– Chiedere il favore agli Dei che risponderanno donando, in cambio di soldi, nuove facce più potenti per i dadi;
– Utilizzare le risorse lunari o solari per prendere carte che donano bonus e punti vittoria;
Al termine si potrà spendere altri due frammenti solari per effettuare una nuova azione. Da notare che effettuare due volte l’azione di dono agli Dei ha poco senso dato che durante la seconda azione non si guadagnano monete e nella prima le si possono spendere tutte anche comprando diverse tipologie di facce di dado.
Durante il turno degli altri, ogni giocatore tirerà i dadi in modo da aumentare le proprie risorse in vista del proprio turno.

dice-forge2.jpg
Ultimo appunto è che tutte le risorse sono riassunte, insieme ai punti, nella plancia personale e l’accumulo è finito. Si potrà comprare un accrescimento del “magazzino”, ma anche questo rischia seriamente di essere riempito prima dell’arrivo del proprio turno.
Al termine dei 9/10 turni, a seconda del numero di giocatori, chi sarà riuscito a raccogliere più punti sarà divinizzato e vincerà la partita.

Recensione
Come detto in principio, tutte le considerazioni valgono dopo una prima partita, ma è bene sottolineare come le quattro persone al tavolo abbiano utilizzato strategie differenti in modo da far vedere come queste si sviluppino.
Partiamo dicendo che non è certamente un gioco da grandi ragionamenti, ma sicuramente rende piacevole il tempo di gioco. Il fatto che, ad ogni turno di un giocatore, gli altri tirino i dadi permette di tenere tutti in partita anche mentalmente.
Altra cosa è quella che è sembrata possibile una rimonta anche importante diciamo fino al terz’ultimo turno.
Il gioco quindi è promosso per una serata di divertimento con le solite risate quando sembra che la sfortuna sembri accanirsi su di uno, così come la fortuna.
Nascosta tra le pieghe ecco anche la strategia circa la costruzione del dado. Ogni faccia che si compra, infatti, deve essere posta sul dado in cui può essere più utile e sostituire la faccia meno performante.
Oltre alle risorse, alle monete ed ai punti, le facce possono anche essere composte da bonus, quale ad esempio il x3, che logicamente saranno da porre sul dado opposto a quello dove sono le risorse importanti.
Detto questo, alcune cose non mi sono piaciute completamente.
Prima di tutto il fatto che le risorse lunari e solari non siano di pari importanza. Non ho capito totalmente la scelta di rendere leggermente più ricercata la risorsa solare, poiché utile anche per fare la seconda azione, a fronte di un non radicale aumento della forza delle carte acquistabili con quella risorsa. Avrei reso pari i due segmenti anche nella possibilità di usarli per la seconda finalità.
Da notare che l’accumulo di segmenti lunari e solari è uguale!
Altro punto è quello relativo alle carte più potenti che prevedono il tiro di ulteriori 4 dadi nel proprio turno.
In pratica ecco il la situazione che non mi ha convinto:
– Per acquistare le carte si deve essere almeno al terzo round, visto che si parte da 0 e difficilmente tutti i tiri faranno guadagnare la risorsa giusta, e quindi si avrà una risorsa piena (pari a 6 segmenti ovvero il costo della carta n.d.r.) e l’altra almeno iniziata.
– Una volta presa la carta si sarà esaurita una risorsa, ma non l’altra e, nel caso della carta solare, neanche le monete.
– Terzo punto ecco che, essendo almeno al terzo round, i dadi saranno un minimo potenziati.
In questo quadro ecco che ora dovremo tirare o 1 dado quattro volte o 2 dadi due volte.
Cosa succederà con molta probabilità?Che almeno 1 se non 2 tiri saranno inutili perché si sarà riempito il magazzino delle monete o della risorsa non spesa. Ritengo, quindi, che questo effetto sia molto forte, ma inserito male nel gioco perché l’unico modo per poter essere forte è quello di avere un dado pieno solo di facce che danno punti ed essere quindi ormai a fine partita.

Esiste inoltre una ulteriore possibilità. Il giocatore potrebbe riuscire a tenere tutti i risultati dei dadi, ma se tra questi non riuscisse ad avere 2 frammenti solari per poter scaricare qualcosa con una nuova azione, egli avrà i turni degli avversari per tirare dadi e sprecare le scontate eccedenze che si creeranno.

Passiamo quindi alla strategia.
Agire molto sulle carte non paga dato che si farà uno sprint iniziale, ma poi scarseggeranno le facce potenti dei dadi.
Agire molto sulle facce permette di stare in partita, ma alla fine si rischia di arrivare tardi a prendere le carte punto. Tardi temporalmente come distanza di punti o come scarsità delle carte che donano molti punti.
La strategia vincente è, perciò, una via di mezzo tra chi utilizza i primi tre turni per pompare i dadi e chi punta dritto ai dadi dai grandi bonus ed alla carta che fornisce la faccia x3 per poi amministrare e iniziare a mettere le facce che danno anche punti vittoria.
Chiudiamo con l’interazione. Questa non è diretta, ma sia le carte che le facce sono limitate e, quindi, andare a rubare le risorse ad alcuni avversari può essere una via per la vittoria mentre la carta che fa abbassare le risorse altrui non appare così incisiva a meno di tiri particolarmente sfortunati da parte degli avversari.

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