Play 2019 – 1

Inizia con questo pezzo il resoconto di Play 2019, la review parte con un racconto dei tre giorni per poi proseguire coi due articoli che lo scorso anno sono stati capaci di aprire interessanti discussioni, quello sui titoli che più mi hanno convinto e quelli che invece mi hanno deluso.

Ecco, quindi, come è andata Play: bene, direi molto bene! Le presenze sono aumentate, ma la fiera ha saputo assorbire questi ulteriori visitatori dato che è sembrata decisamente più vivibile della scorsa.

Quello che è saltato subito agli occhi di chi non era alla prima volta in Fiera è stata la presenza di tante scolaresche segno che l’impegno che lo staff ha messo nel portare i bambini verso il mondo del gioco da tavolo è andato a segno. Questa maggiore interazione coi più piccoli denota ancora di più il valore educativo di questo universo ludico.

Quest’anno sono state diverse le nuove case editrici che si sono affacciate alla platea ludica, come già descritto nei precedenti articoli, ma è da sottolineare come quelle che avevano esordito solo 12 mesi fa si siano presentate con un catalogo ampliato ed uno stand più grande per poter far provare i propri titoli.

Nel 2018 le uscite di Modena non avevano sfondato e molte di queste si erano perse subito, tanto da non arrivare a Lucca, quest’anno i titoli interessanti sono stati diversi e sarà facile che molti di questi non abbiano ancora finito la loro parabola il prossimo inverno.

Parlando di giochi, ho avuto la fortuna di provare 20 titoli compresi due prototipi, questo nonostante persista nella Fiera il dramma delle prenotazioni. Purtroppo ancora una volta alcuni giochi sono stati tagliati fuori a gran parte del pubblico, specie se presente solo la domenica. Le prenotazioni sono giuste e permettono a molti di poter girare in fiera senza perdere il titolo che cercano, ma vedere prenotazioni chiuse già al sabato mattina fino alla chiusura di domenica impone che per lo stesso titolo sia presente un altro tavolo a rotazione, almeno per i titoli già in distribuzione.

Seconda considerazione sui giochi, prima di parlare dei titoli provati, è quella riferita alla scarsità di scatole per alcuni di loro, mi riferisco non a quelli che hanno avuto un successo fuori da ogni previsione, come Topiary l’anno della sua uscita o la rivelazione di questa Play, So long, my World, ma di alcuni titoli che già erano sicuri di avere successo ed il venerdì erano già sold out. Non sono la persona adatta per criticare le scelte in quanto a numero di copie distribuite, ma se a Lucca spesso c’è il problema di alcune scatole non arrivate in tempo da Essen, a Modena basterebbe dividere equamente le scatole che si hanno nelle tre giornate per permettere a tutti di poter ambire all’acquisto, anche coloro che non possono essere presenti nei primi giorni.

Terminata la trattazione dei pregi e dei difetti di Play 2019, andiamo ad approfondire come sia stata la Fiera riguardo alla qualità,secondo MyGdt, dei giochi provati.

I prossimi articoli parleranno dei titoli che si trovano agli estremi, positivo e negativo, nella classifica personale, ma, forse, mai come quest’anno sono molti i giochi che si ritrovano in una via di mezzo che potrà essere valutata solo dopo eventuali altre partite. Tra questi posso citarne quattro a partire da Reef, gioco leggero, forse troppo, che non mi ha lasciato nulla di particolare sembrando troppo in balia della fortuna oltre che un solitario mascherato.

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Il problema di apparire come un solitario di gruppo sarà uno dei grandi difetti di uno dei titoli che finiranno in fondo alla classifica, ma anche uno dei due punti che sono sembrati più deboli per uno che, dopo aver avuto la fortuna di fare una partita completa, ho trovato avere alcune meccaniche geniali.

A Thief’s fortune è il primo titolo edito da Tesla Games, che abbiamo incontrato in questi giorni di Fiera, e la sua meccanica di attivazione delle carte e di punteggio con le sezioni di futuro/presente/passato non può passare inosservata.

Il gioco si snoda con una serie di azioni che generano combo per fare punti e deve essere programmata l’attivazione nei tre tempi, quindi su tre livelli, ma l’interazione tra i giocatori è proprio ridotta al minimo. Il secondo dubbio che non mi ha permesso, per ora, di metterlo tra i migliori è legato al draft iniziale.

Il draft iniziale è particolare, ma non convince del tutto dato che si ha una selezione delle carte da prendere, 5 divise tra luoghi/personaggi/eventi con almeno una carta per tipo, ma il sistema impedisce che la nostra scelta abbia un effetto sulla nostra partita visto che alla fine si avranno 2 carte non scelte da noi. La particolarità del draft rende, però, obbligatorie ulteriori valutazioni per capire in che modo maneggiarlo.

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Il terzo titolo che non sono riuscito a valutare completamente, questo a causa del fatto che la demo è iniziata troppo tardi, vicino alla chiusura di sabato, è stato quello rivelazione della fiera: So long, my World.

Il gioco, esploso da un kickstarter si presenta al tavolo con una ambientazione molto presente ed a prima vista potrebbe sembrare molto più intricato di quello che realmente è. Le scelte di inizio turno creano ancora più coinvolgimento, ma, non avendo fatto una partita intera, dopo solo 3 turni non sono riuscito a capire quanto il resto del gioco si snodi solo sull’attivazione delle carte e quanto questa tematica cupa, il mondo sta per scomparire e con lui l’umanità, rimanga presente e quanto il tema delle emozioni, punto di forza del titolo entri realmente in gioco.

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Infine parliamo del titolo più piccolo di questi quattro: Shy Monsters. Una scatolina che con poche carte riproduce quasi un gioco di ruolo, con un master che crea il dungeon ed il giocatore che deve guidare il cavaliere fuori da questo lungo tre livello. Il gioco riesce ad essere una sfida a due molto serrata nonostante le poche semplici regole. Voi lettori vi chiederete allora perchè questo non sia tra i migliori!

Bene, avendolo giocato solo da cavaliere posso solo immaginare come sia giocare dall’altra parte, interpretando la difficoltà nel creare un dungeon di valore da parte del mio avversario, ma giocando sempre contro lo stesso giocatore, questo potrebbe limitare la longevità ed inoltre, come destino ha voluto nella mia partita, il cavaliere potrebbe anche trovare la strada per semplice fortuna, vanificando la profondità del titolo. Anche questo gioco è rimandato, ma GateOnGames troverà un suo titolo tra i migliori dato che l’altra sfida a 2 che hanno portato a Play, anche se non in vendita, Goryo mi ha proprio convinto.

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Terminata questa premessa vi aspetto con cadenza settimanale per i prossimi pezzi sui miglior ed i peggiori titoli provati da MyGdt.

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3 risposte a "Play 2019 – 1"

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